Chatbot e Metaverso: le Università telematiche sempre più innovative
Mentre le Università tradizionali arrancano nell’utilizzare la tecnologia al fine di agevolare la formazione dei propri studenti, le Università telematiche continuano ad innovare, forti anche di una disponibilità economica che consente di accrescere gli investimenti in ricerca e sviluppo.
Sul lato degli Atenei tradizionali, il Decreto Ministeriale 1835/2024 stabilisce che i corsi “convenzionali” (in presenza) possano prevedere lezioni a distanza, per attività diverse da quelle pratico/laboratoriali, in misura non superiore a un terzo (circa il 33%) del totale.
Ma quante Università stanno effettivamente sfruttando appieno questa possibilità per agevolare la fruizione delle lezioni da parte di studenti lavoratori, pendolari o con problematiche fisiche che ostacolano gli spostamenti?
Sul lato delle Università telematiche, le potenzialità delle nuove tecnologie sono invece valorizzate per offrire strumenti che rendano più efficace l’apprendimento e che consentano di “vivere” l’esperienza di una classe anche senza la presenza fisica.
Studiare nel Metaverso
Alcune Università telematiche stanno realizzando aule di studio nel Metaverso. All’interno di questi spazi virtuali ogni studente è presente tramite il proprio avatar, riconoscibile dal nome proprio. Sulla testa dell’Avatar è collocata una videocamere che consente la riconoscibilità della persona e dunque l’interazione, che può prendere la forma di piccoli gruppi di studio.
Ogni aula virtuale può ospitare fino a 20 studenti ed è articolata in diversi spazi funzionali: per lo studio individuale, per lo studio in gruppo, per lo svolgimento di esercizi mediante schermo condiviso oppure per la semplice socializzazione.
Chatbot di intelligenza artificiale
Altri Atenei telematici hanno invece implementato nelle proprie piattaforme dei chatbot di intelligenza artificiale di supporto allo studio. È il caso di Multilearn, predisposto dal gruppo Multiversity, proprietario delle Università telematiche Pegaso, Mercatorum e San Raffaele.
In questo caso, lo studente può cliccare su una specifica icona per porre domande al chatbot in merito ai contenuti della lezione di cui sta fruendo. La domanda deve essere ovviamente attinente al corso. Il chatbot risponde attingendo dal materiale predisposto dal docente in piattaforma o da eventuali ebook indicati sempre dal titolare di cattedra.
Lo studio sui libri cartacei, più lento e faticoso (ma non per questo più produttivo), comincia ad assomigliare sempre più ad un ricordo.